martedì 18 luglio 2017

PIEGARO: FESTIVAL DEL VETRO



Per chi da sempre rimane affascinato da un riflesso; di una finestra, di una lampada, o anche solo di una pozza in strada; 






il contatto con degli autentici Maestri artigiani del vetro, riuniti da tutta Italia per questo Primo Festival del Vetro di Piegaro, a due passi dal Trasimeno e da Città della Pieve, è un'esperienza esaltante.




Il fuoco, la pasta da modellare, il bagliore e i lampi, il calore, il vetro che prende forma e acquista vita. 





Tutto fantastico, pulsante, tangibile.



I nostri obiettivi si incantano a catturare istanti e movimenti, mani veloci e sicure attorno a questo impastare sabbia e silicio.



Una fragilità e una potenza incredibile si sprigionano, assieme, dal calore e dal fuoco, lastre a sfoglia nascono da un solo soffio, mentre suggestivi intarsi prendono vita dalle contorsioni di mani sapienti e vigorose tenaglie che agiscono con la precisione di un bisturi..



Cristallizziamo anche noi - come questi maghi che trasformano la viscosità in trasparenza - gli attimi dai quali nascono luce ed armonia.



L'omaggio raccolto in questi giorni diviene, ora, immagine/Mostra per il Museo.

Un Museo che ci ha visto passeggiare tra memorie evocative, silenzi quieti ed occhi voraci a curiosare.



Un ricordo che non sbiadirà mai, come gli infiniti ricami di vetro che hanno preso vita e colore tra volte e fornaci.



mercoledì 12 luglio 2017

E' STATO IL QUARTO ANNO DI BLOG...

Quattro anni che mi sopportate...   ;)


...ahah.. troppo forte... il 25 giugno scorso è stato il mio quarto anno di forse indegno blog...  gli altri li avevo tutti festeggiati più o meno in ghingheri e spaccando il millesimo...

questa volta puff...  

il bello è che il post precedente era dedicato ad una eventuale fantascientifica scomparsa della Memoria... beh... più omaggio di così.. impossibile... ;)

evvabbe'.. vorrà dire che avevo da fare, che la capoccetta era distratta, che la fisioterapia tiene banco, che i concorsi di fotografia stressano, che bisogna farsi aiutare da un calendario elettronico... quello che ti ricorda appuntamenti, pillole, cellulari importanti.. e pure come ti chiami.  

martedì 11 luglio 2017

MA A VOI, CAPITA MAI...




..di andare a rileggere vostri vecchi post 
stando attenti a cogliere cose che avevate forse previsto, 
magari intuito, 
o anche castelli crollati 
e ponti divelti come fuscelli dinanzi all'uragano?

A me si.. 
ed è come revisionarsi la vita, 
rileggersi e riconoscersi (o rimanere basiti), 
oppure prendere atto di quanto poco possiamo, 
o di quanto ancora siamo in grado di combattere, 
invece.

domenica 9 luglio 2017

SPIDERMAN: HOMECOMING (BIMBOMINKIA ALL'ASILO..)..

Considerate le aspettative e gli sproloqui che promettevano faville, forte è la delusione procurata da questo bimbominkiamovie, dove Spiderman è un impacciato ragazzino, il villain un innocuo sfasciabancomat (“dobbiamo mantenere un profilo basso”.. tranquillo, ci riesce benissimo tutto il film..), i superomini di contorno figurine in vacanza premio, tipo l'imbolsito Iron man in veste di pseudo mentore.

Qualche gags sparpagliata qua e là, effetti speciali ridotti ai minimissimi termini, specie quelli che riguardano i voli e i movimenti del pupo ragno, forse una sola scena degna di un film di tale richiamo, quella nel secondo tempo sul traghetto, che ci risveglia di botto dall'apatia generalizzata, ma è un giusto un lampo nel deserto.


Veramente poco per un film strombazzato in lungo e in largo.
Quelli che hanno apprezzato sono evidentemente di bocca buona o talmente evoluti da sapere che ormai (esclusi Deadpool e Quicksilver - quando si decideranno a progettarlo -) c'è ben poco da chiedere ad un filone prosciugato nell'anima.

Il problema è comunque anche nostro: se continuiamo a dare credito e riconoscimenti a certa roba, il livello offerto sarà sempre più mediocre.


Questo ragnetto tontolino è dimensionato per l'esatto cameo che ha strappato in Captain America: Civil war (altra demenziale e inconcludente caciaronata..), farci un film gridando al miracolo dei “tempi comici” (ma avete una vaga idea dei tempi comici?!?) lo trovo finanche di cattivo gusto, come l'idiotissima scena post post estenuanti titoli di coda, che purtroppo mezzo cinema attende con iniziale ansia, schivando anche gli inservienti che ripuliscono dal popcorn lasciato dai selvaggi, ed il sonno che incombe assieme al milionemila di nomi che scorrono sullo schermo accompagnati da una musichetta orribile quanto quelle del resto di una colonna sonora fastidiosa e petulante.

Come dice Captain America, la pazienza è una virtù.
Ed ora è davvero finita.






domenica 2 luglio 2017

DOLOMITI. PUNTO.


Adoro il mare, inutile nasconderlo, ma queste esperienze montanare, ogni tanto, diventano necessarie.




L'inerpicarsi per sentieri contorti e azzardati, 
che tengono insieme valli e cime impervie, 
come un nuotare in quota 
ed anziché percepirli sotto di te, 
abissi inaccessibili, 
avvertirli - tangibili - sopra e attorno;







come in un costante saliscendi che inebria vista e sensi, affaticando i polmoni, 
irrigidendo i polpacci, e sciolgono il cuore su panorami che vengono a cercarti loro, 
e che variano in continuazione, 
a dispetto delle immensità che affrontiamo.




E' incredibile e curioso come ogni dieci, anche minuscoli, passi, la prospettiva attorno a te si riveli ogni volta diversa, 
ad ogni svolta di tracciolino, 
ad ogni dosso superato,
si spalanchino visuali totalmente difformi, 
ed anche un esiguo scorcio di nube riesca a plasmare i colori attorno come su una tavolozza impazzita.



Fiori e declivi, macchie di verde acceso, 
rampe di sentiero e ghiaioni a precipizio, 
vie gentili e falsopiani che rompono il fiato.. 
anelli a ricongiungersi, peripli impulsivi 
e malghe lontane..








niente orologi, nessun traguardo, nessuna corsa... 
solo noi e il nostro respirarci dentro 
e stupire di sguardo mai colmo, mai esausto...





questo il potere di certe montagne.. 
e sicuramente quello delle Dolomiti.



Irrequiete, ingiudicabili, dispettose, indomabili, magiche. 


...e anche terribili.

martedì 27 giugno 2017

TUTTO DEPISTATO...

Nel 37° anniversario della tragedia di Ustica, riporto un post del 2013.
Nel frattempo:
NULLA E' CAMBIATO.
Nulla.





Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - Sono passati 33 anni dal disastro aereo di Ustica, quando, il 27 giugno 1980, un Dc9 dell'Itavia si inabisso' in mare provocando la morte di 81 persone. Una tragedia dai contorni mai chiariti, rimasta senza colpevoli condannati in via definitiva, che ha prodotto in tre decenni diverse inchieste della magistratura, interrogativi e polemiche e che rappresenta ancora oggi un mistero insoluto. Il volo IH870 decolla alle 20.08, con due ore di ritardo, da Bologna alla volta di Palermo. L'ultimo contatto radio tra il velivolo e il controllore e' delle 20.58. Poi alle 21.04, chiamato per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo non risponde. Alle altre chiamate replica solo un silenzio inquietante. L'aereo e' disperso. 





Cominciano le ricerche e per tutta la notte elicotteri, aerei e navi perlustrano la zona. Solo alle prime luci dell'alba, ad alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa e i primi relitti fanno capire cosa e' avvenuto: il velivolo e' precipitato al largo dell'isola del palermitano, in un tratto del mar Tirreno in cui la profondita' supera i tremila metri. Sui resti recuperati del velivolo vengono ritrovate tracce di esplosivi TNT e T4 in proporzioni compatibili con ordigni militari. Per mesi si rincorrono le tesi piu' svariate, dal cedimento strutturale all'esplosione di una bomba a bordo, fino all'impatto con un missile. Alla fine verrà riportato in superficie circa il 96% del relitto. 


Prende ben presto corpo la tesi dei depistaggi ed inquinamenti delle prove che avrebbero impedito agli inquirenti di far luce sulle cause della strage. La sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore viene depositata nell'agosto del 1999. Nonostante le lunghe indagini, il recupero di una parte consistente del relitto e le centinaia di pagine dei periti non ci sono 'prove definitive e certe' per individuare i colpevoli del disastro aereo. Nella sentenza, comunque, viene stabilito che il Dc9 Itavia e' rimasto coinvolto in uno scenario di battaglia aerea avvenuto nei cieli italiani. Di oggi il deposito della sentenza della Cassazione in cui si sottolinea la "significativa attività di depistaggio" attorno alla strage di Ustica. 





Per la Cassazione, sul disastro è stata "abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile sparato da aereo ignoto" quando la Terza sezione civile si è pronunciata sui risarcimento ai familiari delle vittime, il 5 maggio 2009. Piazza Cavour sottolinea che 
la tesi del missile "risulta ormai consacrata pure nella giurisprudenza".
(ADNkronos)


Se non si trattasse di tragedia verrebbe da sorridere.

Ammesso il depistaggio.

Ma se volete pure sapere 
chi ha depiStato 
state cercando l'ago nel pagliaio. 

Accontentatevi.  Accontentiamoci.

Credo che nella giurisprudenza 
risulti ormai consacrato che,

fuori dal Sistema, 

non contiamo proprio un bel Nulla.



mercoledì 14 giugno 2017

MEMORIA


Se non ricordassimo più?
Vivremmo di presente piatto, sorpresa perenne,
meraviglia costante, timore insensibile.

Cosa farei al PC
Come troverei i tasti? E cosa potrei scrivere, come inanellerei lettere?

Saprei esprimere un senso? E perché?

Ed a chi?

Se non ricordassimo più... vivremo appena di riflesso condizionato,
una guida irreale di istinti preesistenti, 
e bilico costante sul futuro inesplorato.

Alle spalle il vuoto. 
Non più tempo archiviato
ma spazio insensibile.

Diniego, assenza, buio,
assordante nulla.

E davanti, timore vago dell'attimo che segue, forse, 
ma anche incoscienza,
nessuno stimolo palpabile, nessun ricordo, 
nessuna esperienza ad inibire.

Flusso continuo di costante presente, onda senza mai riva
Sensazione sconosciuta che non chiede memoria.
Che non chiede.
Che non.

Ma poi... cos'è memoria?



sabato 10 giugno 2017

KING ARTHUR VS. X-MEN APOCALISSE ... COME REAL MADRID JUVE

X - MEN

A me fanno tenerezza 'sti X-Men. Lo ammetto. 
E l'unica autentica perla Marvel, quel fenomeno politically incorrect di Deapool... ha finito per rendere ancor più inutile tutti quegli altri personaggini...
In questo ultimo episodio (Apocalypse.. e speriamo che sia l'ultimo) a dir la verità si tenta qualche salto temporale, vaghe introspezioni psicologiche, si salta di palo in frasca tentando di ravvivare la noia che assale, e si attinge a magheggi visivi per estorcere attenzione, in questo Singer è forse l'unico che riesce nell'intento in qualche scena di autentico spettacolo, specie quando coinvolge Quicksilver - credo in due sole apparizioni spalmate su tutta la serie -.

"Ma un film tutto per me?! Uffi.."
C'è una terrificante tendenza, da parte della Marvel, a incaponirsi su plot e canovacci triti e stantii, repliche delle repliche, effetti speciali duplicati col copia e incolla, marionette variopinte dal carattere zero virgola, dall'autonomia di pensiero assimilabile a quella di un sorcetto da laboratorio (e non so chi offendo di più..), Come accennavo in apertura, quando trovi eccezioni mirabolanti come Deadpool, stenti a credere che sia farina sortita dal medesimo sacco.. hai l'impressione che il cosiddetto “collaudato”, che ormai fa centro in una nicchia di aficionados disposti a tutto, possa comunque recare fieno in cascina per infiniti altri sequel affidando la regia anche ad un pupazzetto meccanico che replichi battute (?!) e situazioni.

Io voglio Quicksilver (e Deadpool 2 ovviamente).



KING ARTHUR

Guy Ritchie trasporta la tecnologia ed il suo marchio di fabbrica Sherlockholmesiano, all'epoca mitologica dei maghi e delle spade nella roccia.
Ed a mio avviso l'operazione funziona: ralenty a pioggia, dietrofront veloci, montaggi frenetici, slow motion, dialoghi al limite del surreale, ed elemento fondamentale: la colonna sonora da dieci e lode, anche perché contrasta un film - teoricamente arredabile a musiche d'epoca - con ritmi forsennati che pescano dal rock alla house, esaltandone scene e spettacolarità.. arma in più per questa già egregia pellicola, ed effetti più che speciali di un repertorio ormai testato a garantire freschezza ed innovazione.. e per quanto hollywoodiano e caciaroso, sarebbe impietoso il confronto, ad esempio, con le ultime baracconate Marvel tra X-Men,  Avengers e compagnia bella..

"Altro che Iron Man.. io si che ho capito tutto..." 
In King Arthur, per quanto si possa storcere bocca, naso e quant'altro (a mia moglie è andato giù a fatica...), c'è superstoria, dramma, magia, rivalsa, vendetta, addirittura poesia, anche se in versione 2, ma pure 3.0.

Un  nuovissimo modo di concepire standard ammuffiti, il tutto condito con la mano - quella magica davvero - di Ritchie e la sua innata capacità di stupire e magnetizzarti allo schermo molto meglio di un Magneto qualsiasi...

Veniamo catapultati in un mondo vorticoso dove l'idea magica e posata dei precedenti Re Artù viene smolecolata a favore di un antieroe, gaglioffo e sornione, che smonta il mito e lo ridigitalizza in variante ultra leggendaria.
La Storia Reale (si fa per dire) ci interessa fino ad un certo punto, la cappottiamo e rivoltiamo “magicamente” come un calzino, al servizio della decostruzione e del ribaltamento dei ruoli.
Jude Law segue il Maestro.. mentre il mio Robert Downey jr. continua a incartarsi come un infiacchito Iron Man... chi avrà fatto la scelta migliore? Non credo ci sia neanche da chiederselo.. ;)

p.s. Penso anche ad un Ritchie regista di Quicksilver.. 
un connubio davvero da mal di testa.. ;)

domenica 4 giugno 2017

METROPOLITANA


Uscire dalla metro a volte è come rifiatare da un'estenuante apnea, specie quando la calca ti si modella addosso con le forme e gli interi odori dell'umanità.


Oggi è cosi, sono stanco, uno straccio, m'è caduto pure il biglietto in mezzo a mille scarpe e solo piegarsi è impossibile.. figuriamoci raccoglierlo.. ma chissenefrega.. sudore e stanchezza e gente che ti ruba gli unici dieci centimetri di "apposito sostegno", non riesco neppure ad avvicinarmi alle porte e la fermata s'avvicina.. si aprono finalmente dopo venticinque minuti di abbandono disarmante, d'impotenza respiratoria e sfrucugliamento apatico di volti spossati, orbite inermi, gente più stravolta di me. 

Sfiatano via cosi altri stracci umani senza respiro, io riprendo aria sulla banchina mista a puzzolenti scorie di freno ed ora facciamoci queste rampe di scala che mi separano dall'ultimo sole di giornata.

Scala mobile rotta. Non avevo dubbi.

E gli scalini fermi delle scale mobili sembrano macigni invalicabili giunti a quest'ora, affogati di pensieri e di residuo lavoro appiccicato addosso.


Cominci a salire e la rampa non finisce mai, giro l'angolo e, meno male: quest'altra funziona, e scansiamoci pure perché c'ho i soliti idioti che corrono, ma che se corrono dico io!.. 
Ti devi mettere sulla destra per far passare quelli che hanno fretta se no ti montano sopra... almeno stiamo arrivando, un altro paio di rampe e via, ora che arriviamo in superficie riattivo pure il cell.. e figurate se ti dà la linea... fanno i cellulari iperbolici e come gli metti un tetto sopra sparisce la linea... 
wifi un ciufolo!.. questi se non lo vedono il satellite non funzionano!... 
la prossima rampa me la faccio a piedi anch'io però... sono stufo.. 
voglio uscire, manca l'aria qua dentro, forse le miniere cilene sono meno peggio.. 

ma che strano.. non c'è più nessuno.. e nessuno neanche a scendere e, soprattutto: mi ricordavo quattro rampe, e non l'ho già fatte?! Qui si continua a salire.. sto rimbambendo? 


E possibile che sia rimasto solo? Nessuno scende e nessuno sale... ma che ora è? 



Forse siamo arrivati dai.. ecco la curva.. e poi c'è l'atrio.. NO!! Non è possibile, ancora una rampa.. calma dai! 

Ragiona.. abbiamo preso una deviazione interna? 
No dai, non ci sono biforcazioni o altre uscite... 
c'erano solo una serie di scale ma con cunicolo bidirezionale, si sale e si scende..! 

E sono anni che la faccio.. ma questa non arriva da nessuna parte, non arriva mai!... e sono solo.. il telefono, ecco, mo' chiamo fuori.. e no, cazzo non funziona!... niente campo... ditemi che sto sognando.. intrappolato nel sottosuolo, ma che è Asimov? 



Svegliatemi vi prego!... adesso urlo, giuro che urlo, fatemi uscire vi prego!.. ma non c'è nessuno? Dove sono finito? 

Solo 'sti neon maledetti che riflettono il ghiaccio che mi sta gelando, sudore gelato.. stai calmo ora, fai mente locale.. quando sei sceso dal treno? 
A che ora è iniziata la salita? Stavi sopra pensiero? ...magari hai fatto una sola rampa ed hai avuto un semplice giramento.. 
ok, ok.. può essere, ma gli altri?.. dove sono tutti gli altri, sono svenuto e la metro è chiusa? 

Mi hanno lasciato qua come nei peggiori incubi? Riscendere?! 
No.. siete pazzi.. giù non ci torno, piuttosto crepo qua.. ci sarà un'uscita, una fine! Dannazione.

Voglio usciree!! 



Si, ora grido, e quasi il grido mi si strozza in gola... sento dei passi... qualcuno scende, e di corsa anche... finalmente! 
Ma viene giù sparato... fermati! Ehi fermati!! Ma siamo in un incubo! Cosa ti corri? 

... è un ragazzetto tutto trafelato.. con quei pantaloni sbracati che vanno adesso ed il cappelletto da baseball calato sugli occhi... mi guarda e dice: 


“Presto, si non c'hai er bijetto torna indietro, ce stanno i controllori su.. stanno a fa piagne tutti... è 'na strage.. mannaggia alla Raggi!!”

...Indietro?!? Indietro NOOOOO!!!